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“a Civil Community” project by PicernocerasoLab. Second prize in the competition for brownfield sites

FB LI


Per il concorso indetto dall’Ance, sulla riqualificazione ed il riutilizzo delle aree industriali dismesse, il nostro progetto è partito dall’ analisi del territorio e della società che attualmente esistono, nell’area da noi presa in considerazione.

Il lotto preso in analisi si trova nell’ex area industriale di Cava de’ Tirreni, posto a nord della città, della grandezza di 15.000 mq., sulla area una volta occupata dalla Co.Fi.M.A., una industria conserviera      dismessa da oltre 20 anni  (Tav. 1), e da allora in stato di abbandono completo.

L’intera zona ha subito negli ultimi dieci anni, un sostanziale cambiamento: da area industriale ad area commerciale, con la nascita di importanti centri di grande distribuzione, piccole attività commerciali, una banca, un albergo, tavole calde e bar.

La naturale aspirazione urbanistica dell’area ad abbandonare la connotazione industriale, per integrarsi a pieno nel tessuto urbano cavese, ha contribuito a formare la decisione di intervenire con un progetto di social housing che comprendesse all’interno dell’area anche attività commerciali e di servizio.

Con questo concorso abbiamo colto l’opportunità di progettare una comunità totalmente eco-sostenibile, nel senso più pieno del termine, quindi non solo ecologicamente sostenibile ma anche socialmente, politicamente ed economicamente.

Siamo partiti da due caratteristiche importanti del nostro territorio, una di carattere geografico-economico (tav. 3), l’altra di carattere storico (tav. 5).

Cava de’ Tirreni fin dagli inizi dell’800 ha visto svilupparsi sul proprio territorio la coltivazione del tabacco, tanto che nel 1810, una legge invitava i coltivatori del salernitano alla coltura di questa essenza. (Erbasanta). Sotto i Borbone la produzione di tabacco divenne monopolio di stato e fu limitata ai comuni di Salerno e Cava. Poco dopo fu escluso anche il comune di Salerno, dando così un grande slancio all’economia di Cava, che vedeva questa coltura, come uno dei suoi capisaldi econimici.

Nel 1845 venne istituita la Manifattura tabacchi, su cui gravitavano tutte le colture di Cava e non solo.

Nel 2004 chiude la Manifattura Tabacchi, lasciando un intero sistema economico basato sulla produzione del tabacco, orfano del suo principale cliente.

Questo repentino cambiamento ha generato molta disoccupazione, alcuni coltivatori hanno continuato a vendere il tabacco prodotto alle aziende estere, con guadagni sempre minori, ma dal  2011, lo Stato ha annunciato che eliminerà gli incentivi che attualmente rendono questo tipo di coltura favorita rispetto alle altre, costringendo di fatto tutti i coltivatori, nella migliore delle ipotesi a cambiare tipo di coltura, e nella peggiore a cambiare totalmente lavoro.

Sul territorio abbiamo visto sparire pian piano i campi di tabacco che caratterizzavano il nostro paesaggio, a tal punto che fino agli anni ‘80 alcuni di essi invadevano letteralmente il tessuto urbano, presentandosi all’interno di cortili cittadini.

Questa particolare condizione, insieme alle richieste  esplicitate nel disciplinare del concorso, è diventata un carattere principale del nostro progetto.

Ci siamo trovati di fronte una coltura che per motivi economici, quelli appena enunciati, e per motivi sociali (l’intera coltivazione di tabacco era dedicata alla produzione di sigari e sigarette) non è più perseguibile né sostenibile. E anche vero  però che a questa particolare coltura sono legate le vite di migliaia di famiglie cavesi e non, e delle loro future generazioni.

A questo punto ci è venuta incontro la caratteristica storica, prima accennata.

Cava può vantare fra i suoi cittadini, illustri personaggi, fra cui, forse sopra tutti, Gaetano Filangieri.

Noto illuminista, autore della “Scienza della Legislazione”, amico e consigliere di personaggi come Antonio Genovesi e Benjamin Franklin, ispiratore dei principi che animarono, la rivoluzione francese, quella americana e quella napoletana.

Il Filangieri insieme a Dragonetti ed allo stesso Genovesi, enunciarono le teorie fondamentali dell’Economia Civile, su cui basare un differente tipo di società.

Il cardine dell’Economia Civile, è l’istituzione del bene relazionale, ovvero un bene di scambio, prodotto non soltanto da una ricchezza, ma anche dal tempo e da una responsabilità civile ed economica.

In breve, nell’Economia Civile, i diversi livelli di benessere generati da singole unità, non si sommano per dare il livello totale di benessere, ma si moltiplicano tra di loro, dando luogo ad un risultato finale molto maggiore, il bene comune appunto, che implica però anche un livello di responsabilità altissimo, dato proprio dalla relazione che si viene a generare tra i singoli livelli di benessere.

Ad esempio, cercando di essere il più chiari possibile, in una Economia Capitalista come quella in cui tutti noi viviamo, se esistono tre aziende distinte e separate tra loro, che producono tre livelli di ricchezza diversi, 5, 10 e 20;  il bene totale delle tre aziende sarà dato dalla somma dei tre livelli di ricchezza: 5+10+20=35. Questo tipo di economia non presuppone una responsabilizzazione delle singole parti nei confronti dell’intero sistema, e purtroppo abbiamo sotto gli occhi, gli effetti a cui questa mancanza di responsabilità, ha portato.

Nell’Economia Civile, il bene comune è dato dal prodotto dei livelli di ricchezza delle tre aziende: 5*10*20=1000. Ma qualora si annullasse anche uno solo dei livelli di ricchezza il prodotto finale sarebbe pari a 0.

 

Questo tipo di economia implica una grandissima responsabilità tra le parti in essa coinvolte.enda, come le singole persone, sia ad entità più grandi come intere comunità.

 

Ed è proprio da questo punto che parte il progetto della nostra comunità.

•            Creare un Centro di Ricerca internazionale sugli usi alternativi del tabacco (tav.8), per ridare nuova dignità e sostenibilità economica ad una coltura così importante per tante famiglie sul nostro territorio.

•            Creare una comunità intorno al Centro di Ricerca che sia eco-sostenibile, e che viva secondo i principi dell’Economia Civile

•            Creare una comunità gemella,  in un altro paese, che possa sfruttare a pieno i ritrovati e le conoscenze messe a disposizione dal Centro di Ricerca.

 

La comunità sarà totalmente eco-sostenibile, sfruttando proprio alcuni degli usi alternativi del tabacco, già scoperti (tav. 9-10-11-12) come, ad esempio: l’utilizzo di piante di tabacco in impianti di fitodepurazione, la  capacità di un batterio del tabacco di generare un sostanza fotovoltaica, oli combustibili ricavati dalla spremitura dei semi di tabacco; solo per citarne alcuni.

La comunità si baserà proprio sui principi fondanti dell’Economia Civile, per cui il principale bene di scambio all’interno della comunità sarà appunto il bene relazionale. (tav.6)

Le famiglie meno abbienti che avranno una casa nella comunità, avranno la possibilità di lavorare all’interno del Centro di Ricerca, ricoprendo ruoli di pulizia o guardianeria, o amministrativi, ma soprattutto accoglieranno all’interno della propria casa gli studenti e ricercatori che si alterneranno di volta in volta, all’interno del Centro, fornendo così loro un’ospitalità preziosa ed autentica, e ottenendo in cambio la possibilità di entrare in contatto con altre culture e modi di pensare.

Gli imprenditori che investiranno nella comunità aprendo attività commerciali e di servizio, parteciperanno anche loro in maniera attiva alla vita della comunità, applicando al proprio utile aziendale i principi dell’Economia Civile.

Gli utili di tutte le aziende presenti all’interno della comunità, compreso quello del Centro di Ricerca, saranno così divisi: (tav. 7)

•            1/3  Sarà utilizzato all’interno della azienda stessa, per la propria crescita  produttiva, sia professionale che umana.

•            1/3  Sarà utilizzato all’interno della comunità, per la sua crescita ed il suo sostentamento, generando anche un fondo a cui potranno attingere unicamente le aziende presenti nella comunità, momentaneamente in difficoltà( bene relazionale).

•            1/3   Sarà utilizzato per la creazione di un’altra comunità gemella in un altro paese, dalle caratteristiche simili, per cui nel nostro caso, in cui vi sia già una coltivazione intensiva di tabacco. In questo modo i ritrovati del Centro di Ricerca ( bene relazionale) , potranno essere sfruttati anche da questa comunità, puntando a renderla il prima possibile autosufficiente, tanto da generare anch’essa un utile da ripartire nei 3/3 sopra descritti.

In questo modo genereremo una rete di comunità che si scambierà ricchezza e conoscenza, perché una delle peculiarità del bene relazionale, è che gli scambi fra due entità sono bi-direzionali, e seppur interconnessi sono indipendenti.

Un soggetto compie un’azione nei confronti di un altro mosso non da “pretesa” di ricompensa dell’azione stessa, bensì da aspettativa, pena la rottura della relazione tra le due.

E’ altresì  ammesso che la risposta ad un bene, sia indirizzata non verso colui che ha scatenato la reazione di reciprocità, ma verso un terzo soggetto, dando così appunto vita ad una rete mondiale di comunità, legate dal bene relazionale.

 

These hints of techno-economic nature are like a blueprint for subsequent phases of design, and integration of information and commentary and graphical data presented in the tables above.

In particular, the short technical economic analysis and its aim is the assessment of the traceability of design hypothesis in one of the channels of financing available with reference to a possible public private partnership.

Identified the area of intervention, recovery of the same by installing new functions has directed towards what is undoubtedly the single most felt that the community expresses a strong housing demand. To strong housing demand and housing in particular is opposed an offer that is not able to give adequate answers, because access to the property market is reserved for a band ever closer to people.

The need to present a response to the housing problem is also found in some legislation, remembering what you did in the past;

The Independent Institute for public housing (IACP) was born in fact, to give a concrete answer to the great need for homes of the poorer classes of the city

19’70 were issued by the relevant regulatory instruments that redevelop and enhance the role of autonomous institutions for public housing and introduced new ways for intervention’s Housing. Law 865/71 was called the “Law for the house” because it implemented a real reform of the house;

From concept’s Housing is passed then that of public housing, we introduce the principle of unified management of resources allocated to the measures of ERP (Public Housing) favoring the actual situations of need, it provides for the recognition of all available to be allocated to the sector and regulate a national mechanism that allows the allocation of funds by Region

The D.P.R. IACP 1036/72 allocations to the general competence for the execution of ERP activity of institutes takes place in two phases: the construction of new housing – the allocation and management, in this way, are part of a single subject with provincial jurisdiction.

With the enactment of Law 457/78 the channeling of funds for ERP is through the creation – by the central organs of the State Council (ERC) – a ten-year financing plans, under which the resources are allocated among the regions.

These plans, which cover both the interventions of subsidized housing and those in subsidized housing and subsidized, have over the acquisition of land for urban settlements and the construction of new buildings, including the recovery of existing buildings.

autore: amleto

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