Interaction design

“La democratizzazione progettuale adottata da diversi designer ci porta a un’era meno post-industriale di quanto possa sembrare. Il designer contemporaneo sembra essere tanto democratico quanto un artigiano del secolo scorso a cui veniva chiesto un pezzo in base alle proprie esigenze e rilasciava così un prodotto unico.”
E’ ciò che afferma Hannes Walter,amministratore di Fluid Forms,un gruppo di designer austriaci che ha fatto della customizzazione la linea direttrice dei propri progetti.
Fluid Forms_pixel
Il gruppo si occupa in pratica di creare famiglie di oggetti che possono essere personalizzati dall’utente a cui basta utilizzare file digitali come ad esempio una mappa caricata da google maps.

Fluid forms_google maps
Nasce così una sorta di co-collaborazione tra il designer e l’utente finale che,collegandosi al sito www.fluid-forms.com , potrà addirittura modellare la Cassius Lamp a suon di pugni virtuali!
La fase progettuale e la modellazione,nel design come nell’architettura,è fortemente contagiata dalle nuove tecnologie di interazione già diffuse nell’arte museale come nell’allestimento urbano.Lo spettatore non è più fermo a guardare ma interloquisce con l’installazione,anzi ne determina l’aspetto.Sono proprio le opere di artisti come Lozano Hemmer o gli italiani di Studio Azzurro che ispirano i concept innovativi di questi designer.
I nuovi sistemi spaziano in campi diversi,passando anche per la cinematografia o i virtual games.Le stesse tecniche di “motion capture” possono infatti essere utilizzate nella realizzazione degli ultimi film come in quella dello sgabello che arrederà il proprio salotto.
Lozano Hemmer_installazione a Londra
Una brillante applicazione di questo sistema è stata adottata dal gruppo svedese Front Design che,grazie all’utilizzo di un elemento ricettivo,ha pensato di captare i movimenti di una mano intenta a disengare un oggetto e mutarli in file digitale 3D.Successivamente le macchine a prototipazione rapida si occuperanno della fotopolimerizzazione della resina liquida.
L’impiego di queste macchine per la produzione di oggetti di design finiti e non più solo per la sola prototipazione, accelera i tempi di realizzazione mentre i materiali polimerici evitano processi di assemblaggio pezzi assicurando così un percorso breve passando velocemente dal progetto alla finitura.
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